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I Campi Flegrei, ovvero i campi ardenti, sono un vero e proprio crogiolo di miti e leggende greche, le prime che i coloni ambientarono in quella che sarebbe diventata la loro nuova patria, la Grande Ellade. Per secoli questo spettacolare puzzle di crateri, che sono appunto i Campo Flegrei, ha affascinato abitanti del posto e viaggiatori, intenti magari ad ascoltare le storie legat
e al peregrinare di Odisseo ed Enea, i più importanti viaggiatori dell'immaginario collettivo dell'antichità. Questi due eroi omerici per poter proseguire il proprio viaggio con esito felice devono compiere presso il lago d’Averno, lo spento cratere creduto la bocca degli Inferi, riti che gli consensato di entrare nel regno di Ade e interrogare le ombre che qui dimorano. Seguendo le tracce del mito noi moderni ci affanniano a rintracciare il famoso Antro della Sibilla, sede di un oracolo dei morti ben più antico dell'arrivo dei Greci, collocandolo ora sull'acropoli della prima colonia d'occidente, Cuma, o in una cavità artificiale aperta sullo stesso lago, un posto quasi incantanto. Queste e molte altre leggende danno lustro e splendore a questi luoghi, il cui fascino può ben essere compreso respirando la magia che ancora vi aleggia e che si manifesta nella bellezza e violenza della natura. La mano dell'uomo si è qui felicemente sposata con la natura dando vita a città di straordinaria bellezza e raffinatezza, note in tutto l'impero per l'alto grado di civiltà raggiunto. Fra il primo secolo a.C. ed i primi dell'era cristiana Baia e Pozzuoli sono mete rinomate ovunque, la prima come lussuosa località “turistica”, la seconda come il più importante porto dell'epoca nel Mediterraneo, essendo quello nel quale approdavano le navi per rifornire Roma di grano. A Miseno invece risiede la più imponente flotta che abbia mai solcato il mare nostrum, per la quale gli architetti romani costruirono la più grande cisterna dell'epoca, la Piscina Mirabilis.
Volendo citare soltanto alcune delle più interessanti testimonianze che è possibile trovare sul territorio, basti ricordare lo spettacolare Rione Terra, l'acropoli di Pozzuoli, ed il suo lussuoso Macellum , il cosiddetto Tempio di Serapide; le Terme di Baia, parte di un grandioso complesso residenziale appartenente al demanio imperiale; il Parco Archeologico di Cuma ed infine il
suggestivo Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel castello di Baia, nel quale sono esposti una gran parte dei reperti provenienti da questi siti.
Tanto benessere ha avuto come conseguenza una capillare diffusione del lusso, considerato causa del decadimento morale dei costumi: Baia veniva considerata una vera e propria capitale della dissolutezza, odiata da sobri e saggi, amata da chi sperava di trovarvi ogni forma di piacere. La città è stato teatro di eventi assai singolari della prima età imperiale, quali i diversi tentativi di matricidio messi in atto da Nerone nei confronti di Agrippina minore, ma è stata anche particolarmente al centro di vicende architettoniche di gran pregio, complici il favoloso paesaggio, l'abbondanza di salubri acque termali e una vegetazione lussureggiante, che hanno fatto sì che non solo quasi tutti i primi imperatori ma anche i più ricchi patrizi romani costruissero grandiose ville di cui oggi resta materialmente poco, ma che hanno lasciato comunque il segno nelle memorie tramandateci dagli scrittori latini.
L'itinerario “Lettere dall'Antico” vuole accompagnare quanti sono realmente interessati a scoprire e conoscere non solo la realtà materiale esistente nella città di Pozzuoli, ma anche quanto antichi scrittori ci hanno detto riguardo a questi luoghi. E per rendere quanto più completa possibile la conoscenza, Progetto Barroco si avvale questa volta della collaborazione del Gran Cafè Cannavacciuolo, col quale propone un aperitivo a conclusione dell'itinerario caratterizzato dall'esser realizzato naturalmente con selezionati prodotti di prima qualità, ma soprattutto della tradizione locale puteolana, che ha antichissime radici.
